Gestiamo la revoca dei tuoi affidamenti bancari

Casi
Se il direttore ti ha preannunciato la revoca affidamenti bancari e non puoi più utilizzare l’anticipo fatture o il castelletto bancario, devi leggere questa pagina fino in fondo…

Come agire se ti arriva la revoca degli affidamenti bancari per scongiurare il fallimento e le aggressioni dei creditori

Quando la banca ti manda la lettera di revoca degli affidamenti bancari i tuoi rapporti con mondo del credito sono già irrimediabilmente compromessi.

Questo significa che a prescindere da quello che dirai al direttore di banca e nonostante la grande amicizia che vi lega, non c’è nulla tu possa fare per fargli cambiare idea e convincerlo a lasciarti utilizzare l’anticipo fatture o il castelletto riba.

Non è una sua scelta, semplicemente i tuoi parametri non corrispondono più a quelli richiesti dal sistema bancario per “tenerti dentro”.

Solitamente, la prima prima reazione comune a qualsiasi imprenditore è:

Cercare un nuovo finanziamento andando a bussare in altre banche

Ma di solito questa è una strategia fallimentare, sotto molti punti di vista.

Mi rendo conto che sembri la soluzione più logica. Se la tua banca ti chiude i rubinetti e la tua azienda è strutturata per lavorare solo sfruttando fino al massimo possibile il castelletto riba e l’anticipo fatture, è più che normale che cerchi di sostituire una linea di credito con un’altra.

Tuttavia se una sola banca, dopo aver analizzato tecnicamente la struttura finanziaria della tua azienda, ha ritenuto opportuno revocarti la possibilità di utilizzare glia affidamenti bancari anziché semplicemente chiederti più interessi per guadagnarci di più, significa che anche le altre banche arriveranno alla stessa conclusione:

La tua impresa non è più finanziabile secondo gli stringenti paletti per l’accesso al credito.

Come la banca avvisa gli altri istituti di credito della tua crisi

Le banche sono collegate tra di loro da un sistema informativo gestito dalla Banca d’Italia: la Centrale Rischi.

Attraverso questo sistema di trasmettono numerose informazioni sullo stato dei rapporti con la loro clientela, sulle loro scelte commerciali e sulle decisioni tecniche di erogazione del credito.

Quindi quando ti revocano l’affidamento, le altre banche lo sanno e valutano con estrema attenzione il tuo profilo di rischio, sul quale pesa come un macigno la segnalazione della revoca o del rientro.

In questa condizione, andare a bussare ad altre finanziarie non fa altro che:

  • Farti perdere tempo ed energie, che potresti invece dedicare alla tua impresa e alla riorganizzazione del modello di business, per farlo funzionare senza bisogno delle banche (se vuoi scoprire come fare, ho scritto un libro sull’argomento che trovi cliccando su questo link ==> Compra Aziende che si finanziano da sole);
  • Portarti ad evitare di affrontare il reale problema che ti sta affliggendo ora come ora, cioè la mancanza di liquidità per fare i pagamenti necessari ad avere le risorse per produrre e vendere ai tuoi clienti;
  • Aggravare la tua situazione con la banca che ti ha revocato l’affidamento.

Già, perchè dopo la revoca dell’affidamento causata dal peggioramento del rating nessun intermediario vorrà farti credito e ogni tuo tentativo andato a vuoto non fa altro che aggravare la situazione.

Dalla revoca alla segnalazione a sofferenza il passo è breve e molto pericoloso.

Il vero problema in questo momento non è nemmeno il non riuscire ad ottenere più nuovi finanziamenti, il vero scoglio è che da quel maledetto momento

La banca inizierà ad incamerare ogni singolo centesimo dovesse finire sul tuo conto

Il rischio principale è quello che tutti gli incassi finiscano nel buco nero del debito da restituire alla banca e che quindi tu non riesca a coprire nemmeno le spese essenziali.

Qualsiasi incasso tu riceva, verrà così assorbito senza poter essere reinvestito in azienda.

Questo significa che non potrai pagare fornitori che ti consegnino la materia prima, né i dipendenti che la trasformano in un prodotto.

Quello che succede quando la banca di revoca gli affidamenti e tu non sei preparato a mandare avanti il tuo lavoro senza banche

La tua azienda è completamente bloccata.

Le banche ti chiudono gli affidamenti, non ti permettono di pagare le rate di finanziamenti, ti chiedono la restituzione dei libretti degli assegni, dei bancomat e delle carte di credito, ti impediscono perfino di aprire un conto corrente attivo sul quale far passare i bonifici dai clienti ed i pagamenti dei fornitori.

Se non fai nulla per rimediare, in poco tempo la tua azienda si blocca, costretta a lavorare solo per contanti. Ti renderai conto che nel mondo moderno non può sopravvivere.

Ma c’è un rimedio a tutto questo.

Come sopravvivere alla revoca degli affidamenti

Quella maledetta lettera di revoca che stringi tra le mani è anche un’opportunità per aprire il tavolo delle trattative, lo strumento attraverso il quale arrivare a guadagnare tempo e risparmiare denaro.

È fondamentale però che tu gestisca la situazione magistralmente.

In questa fase le banche affidano il recupero del credito agli uffici preposti, uffici nei quali gli incaricati hanno la facoltà di concedere delle opzioni di rientro del debito che in filiale sarebbero impossibili da ottenere.

Se uno dei tuoi obiettivi è quello di riuscire a estinguere i debiti e di farlo al minor costo possibile, questo è il momento che stavi aspettando.

La lettera di revoca degli affidamenti rappresenta l’inizio della fase nella quale si chiudono le trattative più importanti, la fase in cui puoi ottenere il massimo vantaggio possibile dalla situazione di crisi che stai attraversando.

Ma bisogna agire fretta ed essere preparati a rivedere le uscite di cassa, in modo da cogliere l’occasione che si sta presentando.

Come?

Gli obiettivi sono 2 e vanno di pari passo:

  1. Da un lato devi minimizzare l’impatto della chiusura del sistema bancario;
  2. Dall’altra devi far sì che l’azienda possa autofinanziarsi.

L’obiettivo è quello di cogliere ogni vantaggio possibile da questa situazione di crisi, ma per farlo bisogna reimpostare l’attività in modo da metterla nelle condizioni.

La tua impresa si deve sostenere sulla base delle proprie risorse finanziarie generate dall’attività caratteristica.

Le entrate dovranno essere canalizzate in modo da non sprecare risorse, i pagamenti soppesati sulla base delle priorità, le informazioni trasmesse ai creditori valutate con attenzione, per evitare che la situazione degeneri rapidamente.

Sembra impossibile lo so, ma se la banca ti ha già chiuso i rubinetti significa che tu stai già agendo in questo senso. Te la stai già cavando solo e soltanto con la tua cassa.

Si tratta solo di standardizzare le procedure mentre uno dei nostri incaricati lavorerà per ottenere il miglior risultato possibile.

“Tutto qui?”

Naturalmente no.

Per sapere esattamente come trattare con gli istituti di credito per strappargli condizioni vantaggiose, devi conoscere perfettamente i numeri della tua azienda. Ma non solo…

Considera questo, quando vai a trattare con il funzionario di turno e ascolti quello che ti dice, sei oggettivamente in una posizione di svantaggio.

Per il semplice motivo che loro stanno facendo il loro lavoro e sanno dunque perfettamente come muoversi e come ottenere da te ciò che vogliono.

Il tuo lavoro invece è fare l’imprenditore, non impegnarti in lunghissime e estenuanti trattative.

“Quindi come agisco?”

La cosa migliore in questi casi è affidarti a un esterno, qualcuno che faccia quel lavoro tutto il giorno tutti i giorni, che sappia analizzare i fatti con occhio lucido e oggettivo e che abbia le competenze per affrontare OGNI tuo problema sotto ogni aspetto.

Questo è quello che fanno le procedure di gestione dei creditori che fanno parte del Metodo Di Domenico Debiti™.

Sono procedure studiate proprio per rispondere a questa esigenza e permettono di dedicare da subito una persona specializzata nella gestione dei rapporti con le banche con cui lavori.

Puoi avere un negoziatore esperto che lavori per te e possa affiancarti in questo percorso, aiutandoti ad evitare ogni tipo di tranello. Decifrando per te i documenti lunghi e complicati che ti piovono addosso in continuazione.

Nel caso tu te lo stia chiedendo…

I commercialisti non si occupano di queste questioni, non conoscono le logiche con le quali operano le banche e non sono abituati a difficili faccia a faccia con direttori pronti a toglierti ogni cosa.

Gli avvocati non intervengono fino a quando il rapporto non degenera in un contenzioso legale. Una pratica da poter portare in tribunale.

Ma a quel punto è troppo tardi se il tuo obiettivo è salvare l’azienda.

Quindi o continui a gestirle come hai fatto fino ad ora, rischiando da un momento all’altro di firmare un foglio sbagliato o di accettare qualcosa che non dovresti oppure…

Decidi di affidarti a un team di esperti che si occupa di questo OGNI giorno, TUTTI i giorni, che ti sollevi dal peso di questa gestione, che ti consenta di tornare a fare il tuo lavoro di imprenditore.

Se quello che vuoi è risolvere i tuoi problemi una volta per tutte e mandare avanti la produzione, anche se non hai liquidità in cassa e la banca ha revocato il fido con il quale hai sempre lavorato…

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