Come fare squadra con i tuoi fornitori per superare l’emergenza

I primi effetti economici del blocco delle attività produttive e commerciali di tutto il Paese non stanno tardando a farsi sentire e le relazioni commerciali tra le imprese diventano sempre più tese.

Lo stiamo sperimentando con i nostri Assistiti in numerosi settori.

In un clima di totale incertezza, con i mercati finanziari in caduta libera e le disarmanti dichiarazioni della classe dirigente ad agitare gli animi, gli imprenditori rischiano di iniziare una guerra di sopravvivenza che non può che portare altra distruzione.

Il termometro per noi è il numero di azioni esecutive avviate (anche a tribunali chiusi).

Nonostante la sospensione delle attività giudiziarie disposta dal Governo, in questi giorni tantissimi assistiti stanno ricevendo lettere di messa in mora da parte dei propri creditori e non si può escludere che questa tendenza cresca in maniera esponenziale nelle prossime settimane.

Ognuno cerca di recuperare quello che può affidando la pratica ai legali, che non possono agire a mezzo tribunale ma di sicuro possono scrivere e telefonare.

Sebbene dettata dalle necessità di sopravvivenza, è una strategia sbagliata per ogni imprenditore, a prescindere dalla proprio, che rischia di compromettere in maniera non rimediabile il delicato equilibrio esistente.

In questo momento è necessario “fare sistema” con i propri partner commerciali, in modo che l’intera filiera produttiva possa superare la fase più difficile della crisi finanziaria in atto senza subire più danni del dovuto.

Come fare?

Partiamo dai fondamentali.

Quando un’azienda non riesce ad incassare come dovrebbe, le attività di controllo della tesoreria diventano essenziali per evitare una crisi irrimediabile.

Quindi la prima cosa da fare è misurare lo squilibrio tra le entrate e le uscite, in modo da individuare le risorse per la copertura.

Se la liquidità non è sufficiente bisogna negoziare nuove scadenze per i pagamenti (con particolare riguardo a quelli garantiti da titoli) e bisogna farlo il prima possibile, in modo da consentire anche ai fornitori di riorganizzare le proprie uscite.

In che modo relazionarsi con i fornitori in questa fase delicata?

C’è un modo sbagliato ed uno giusto per trattare con i fornitori.

La modalità sbagliata è quella nella quale lei pretende che i fornitori capiscano il momento, perché siamo tutti sulla stessa barca e quindi loro devono aspettare per incassare le fatture scadute o le rate dei piani di rientro anticipati.

Un approccio del genere rischia di esacerbare gli animi, soprattutto quando i rapporti sono già tesi.

Quindi ti propongo di seguire un’altra strategia.

Provi a condividere con i suoi fornitori la difficoltà del momento, spiegando le ragioni per le quali è veramente impossibilitato a rispettare gli impegni presi. Sfrutti la sicurezza offerta dai numeri per dimostrare la causa di forza maggiore e cerchi di essere trasparente nella comunicazione.

Abbiamo preparato una traccia da seguire per comunicare ai fornitori e chiedere una maggiore flessibilità nei pagamenti, che deve adattare al suo caso specifico.

Puoi scaricarla qui —> Scarica il modello

Per predisporla sono necessarie delle informazioni numeriche, dalle quale il fornitore possa verificare l’eccezionalità dell’accaduto (no, la crisi economica generale non è ragione sufficiente per accordare nuove scadenze sulle fatture da incassare).

In particolare bisogna estrarre dai gestionali ed inserire nella lettera:

  • il fatturato o i corrispettivi degli ultimi tre mesi;
  • il fatturato stimato per il periodo attuale (almeno sino al 3 aprile);
  • prove delle disdette ricevute, dell’annullamento degli ordini o degli insoluti sulle fatture (basta anche una mail in cui il suo cliente le scrive che non può pagare);
  • eventuali rimborsi richiesti dai clienti.

I dati devono essere certi e la comunicazione quanto più circostanziata possibile.

Attenzione alle informazioni controproducenti.

Non tutti i fornitori potrebbero voler partecipare a questo “salvataggio del sistema”, quindi è necessario fornire loro informazioni senza offrire appigli per una causa legale.

Questa mossa da sola può bastare?

Assolutamente no, è solo un punto di partenza, da utilizzare come pezzo della strategia di gestione globale della situazione di emergenza.

In queste settimane il mio staff di consulenti resta a disposizione per assistere gli imprenditori che dovessero aver bisogno di un supporto in questa fase di transizione.

Continuiamo a lavorare per fornire indicazioni utili agli imprenditori in difficoltà e per garantire al maggior numero di imprese possibili di superare questo difficile momento per la salute e l’economia.

I nostri clienti sono già in contattato con il loro Gestori di riferimento per valutare la fattibilità delle strategie presentate, mentre gli imprenditori iscritti alla newsletter possono richiedere assistenza gratuita fissando un appuntamento inserendo i dati in questo modulo di contatto.

Non ci dovremo incontrare.
 
Operiamo in smart-working da sempre, i nostri consulenti lavorano dalle loro residenze e dai loro studi privati in giro per il mondo da anni, siamo attrezzati per seguirvi a distanza attraverso call telefoniche, videoconferenze, comunicazioni elettroniche e procedure specifiche.
 
In bocca al lupo a tutti.
 
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