ATTENZIONE: Messaggio controverso dedicato agli imprenditori che non si sono ancora arresi nella ricerca di finanziamenti…

Qual è il segreto di 1879+1 aziende italiane che ottengono le migliori condizioni di credito senza garanzie? Scoprilo anche tu e FATTI FINANZIARE sfruttando il sistema C.E.C., in grado di craccare (LEGALMENTE) l’algoritmo di calcolo del rating di ogni banca GARANTITO!

Caro Imprenditore,
 
se sei stanco di elemosinare credito dai direttori di banca, gli istituti di credito continuano a negarti l’accesso ai finanziamenti o ti propongono affidamenti a condizioni folli e addirittura ti minacciano di chiudere i rubinetti… 
 
…devi leggere questa lettera, perché quello che imparerai può trasformare per sempre il tuo rapporto con le banche!
 
Leggendo fino in fondo scoprirai come 1879+1 imprese hanno ottenuto credito alle condizioni che vorresti avere anche tu per la tua azienda e potrai replicare lo stesso sistema ogni volta che vorrai. 
 
Anche se in questo momento può sembrarti impossibile, riuscirai ad ottenere i soldi di cui hai bisogno, a condizioni tanto vantaggiose quanto quelle delle grandi aziende, e riuscirai a portare la tua impresa verso gli obiettivi che ti prefiggi da tempo.
 
Magari in questo momento sei deluso dal sistema, dal tuo direttore di banca e dallo Stato che non aiuta gli imprenditori come te ed hai ragione ad esserlo.
 
Ormai sembra che le banche non vogliano più fare le banche ed i loro funzionari continuano a metterti i bastoni tra le ruote, ostacolando ogni tuo progetto.
 
É inutile nascondersi dietro un dito.
 
Fare l’imprenditore diventa ogni giorno più difficile.
 
È sempre più complesso:

Come se non bastasse tutto questo, devi tenere a bada la concorrenza sleale e per farlo hai bisogno di investire in azienda, rinnovare i macchinari e le attrezzature o sviluppare un progetto rimasto per troppo tempo nel cassetto…

Avresti bisogno di tanti soldi ma, nonostante gli sforzi, non trovi nessuno disposto a concederti credito.

In effetti non esiste una “scuola per imprenditori”

Nessuno ti ha spiegato come comportarti con le banche e quali siano le migliori formule societarie da utilizzare, in base al tuo settore ed al mercato in cui operi, per ottenere i soldi necessari a realizzare i tuoi progetti imprenditoriali.
 
Non hai avuto un insegnante che ti spiegasse come far quadrare i conti a fine mese e quali sono le spese che hanno la precedenza sulle altre se vuoi far crescere la tua azienda.
 
Come molti di noi, sei diventato imprenditore dopo anni di gavetta, imparando dai tuoi errori e sforzandoti ogni giorno di creare un prodotto migliore o un servizio più efficace, che soddisfacesse le aspettative dei tuoi clienti.
 
Nonostante tutte le difficoltà, sei riuscito a cavartela egregiamente per tanti anni, hai avuto le tue soddisfazioni, sia economiche che personali, donando alla tua famiglia la serenità che meritava, ma negli ultimi anni la situazione è cambiata.
 
Per gli imprenditori come te mandare avanti la propria azienda è diventato tremendamente difficile, fino a trasformarsi in un vero e proprio incubo dal quale molti sognano di uscire nel più breve tempo possibile.
 
Come faccio a saperlo?
 
Scusa se non mi sono ancora presentato.
 
Mi chiamo Giuseppe Di Domenico e da 13 anni lavoro al fianco degli imprenditori in difficoltà finanziaria, trovando soluzioni per permettere alle loro aziende di sopravvivere e rilanciarsi sul mercato.
 
Tra le principali controparti dei miei interventi di risanamento aziendale, come puoi immaginare, ci sono le banche.
 
Negli anni ho compreso alla radice le dinamiche del mondo creditizio e del sistema decisionale che regola i rapporti tra le banche e le imprese, attraverso un processo di ingegneria inversa che è andato dalla pratica alla teoria.
 
Non sono un mediatore creditizio, né un professionista nel senso tradizionale del termine.
 
Sono un imprenditore con un passato da professionista, specializzato in finanza aziendale operativa per Micro, Piccole e Medie Imprese e gestisco una società di consulenza che lavora principalmente per gli imprenditori in crisi, ma non solo…
 
… grazie all’esperienza accumulata sugli errori che portano alla crisi aziendale, siamo in grado di guidare gli imprenditori nella creazione di aziende solide, con una struttura finanziaria equilibrata e idonea a supportare lo sviluppo del business.
 
Come avrai avuto modo di sperimentare sulla tua pelle ed a spese della tua azienda, negli anni

le banche non sono più quelle di una volta.

Rispetto a quando ho iniziato a lavorare nello studio di commercialisti da cui è partita la mia società di consulenza, tanti anni fa, le dinamiche alla base del rapporto banca-impresa hanno subito profondi cambiamenti.
 
Ma anche se adesso può sembrarti strano, in realtà non tutte le novità hanno un risvolto negativo.
 
Le regole, i sistemi informatici, gli automatismi di calcolo del rating, hanno reso il sistema bancario molto più prevedibile di un tempo, quando tutto si basava sulle decisioni del direttore e sulla tua capacita di “convincerlo”.
 
Conoscendo il funzionamento degli algoritmi di attribuzione del rating, oggi puoi sapere come agire per ottenere ciò che ti serve, sfruttando a tuo vantaggio le logiche di un sistema sempre più automatizzato.
 
Ed è proprio ciò che imparerai leggendo questa pagina fino in fondo.
 
Ma prima di arrivarci, voglio spiegarti

perché le banche sono cambiate?

Probabilmente ricordi anche tu che nel 2008, il mercato mondiale del credito è stato scosso da una crisi epocale: quella dei mutui subprime.
 
La causa di tutto erano i finanziamenti concessi negli USA a soggetti non in grado di ripagare i debiti, prestiti che erano stati cartolarizzati, cioè impacchettati in strumenti finanziari, e rivenduti alle banche d’affari e ai fondi d’investimento.
 
Questo meccanismo di ripartizione del rischio di credito tra migliaia di soggetti aveva invogliato le banche a prestare soldi a persone sempre meno affidabili, tanto nessuno avrebbe veramente pagato se qualcosa fosse andato storto.
 
Fino a quando questa bolla finanziaria è scoppiata, provocando il fallimento di una delle più grandi banche d’affari del mondo.
 
E siccome i mercati finanziari di tutti i Paesi sono collegati tra loro, soprattutto attraverso le banche, come una reazione a catena in tutte le nazioni del mondo occidentale c’è stato un tracollo finanziario che entro pochi anni ha contagiato l’economia reale.
 
Entro la fine del 2010 i problemi del sistema bancario sono stati scaricati sui clienti delle banche, quelle piccole e medie imprese come la tua che hanno subito la chiusura dei rubinetti del credito.
 
Da quel momento in poi , ogni banca ha adottato misure sempre più restrittive nell’attribuzione del merito creditizio e ogni imprenditore, dopo quegli anni, ha fronteggiato sempre più difficoltà nell’accesso al credito.

cos’è cambiato nel rapporto banca-impresa?

Come avrai sperimentato sulla tua pelle, le banche oggi chiedono maggiori garanzie a tutela del credito concesso e perfino il semplice processo di erogazione è diventato più complesso ed articolato.
 
Sei costretto a firmare una maggiore quantità di scartoffie ed a rispettare molti più adempimenti burocratici rispetto al passato. 
 
Le banche ti chiedono una marea di documenti che prima nemmeno prendevano in considerazione, come il DURC e le ricevute di invio delle dichiarazioni dei redditi, ad esempio.
 
L’istruttoria delle pratiche di finanziamento è diventata un’interminabile maratona, senza punti di ristoro e senza un traguardo ben preciso.
 
Il problema è che questa stretta creditizia iniziata quasi 10 anni fa sembra inarrestabile e continua inesorabile di anno in anno a mietere vittime…
 
Il Centro Studi Unimpresa, che monitora i parametri di accesso al credito delle Piccole-Medie-Imprese, ha rilevato per l’Italia una riduzione media del 6% ogni anno.
 
Ad esempio, nel 2017 sono stati erogati 45 miliardi in meno.

Nel 2018 i miliardi sottratti agli imprenditori come te sono stati 36.

Anche per l’anno in corso, purtroppo, continuano le brutte notizie.
 
Per avere un quadro completo dell’evoluzione, ti riporto l’“estratto dell’intervista del Presidente di CNA, Daniele Vaccarino:

Questo un estratto della sua intervista.

Come vedi non sono il solo ad essere preoccupato, ma lo sono anche i vertici delle associazioni di categoria al servizio delle imprese.
 
Anzi, a dirla tutta, dalla lettura delle parole del presidente di CNA, la situazione appare anche più tragica di quanto l’ho descritta io ed in effetti è un dato di fatto:
 

La stretta del credito ai danni delle PMI non accenna a diminuire.

Questo si traduce, per te e gli altri imprenditori proprietari di piccole aziende, in una sorta di corsa al credito nella quale solo pochi arrivano al traguardo, mentre la maggior parte “muore” lungo il percorso.
 
Le banche controllano con sempre maggiore attenzione le aziende alle quali concedono finanziamenti, alimentando quella crisi del credito che oggi viviamo.
 
Il problema non è la mancanza di liquidità, come erroneamente si potrebbe pensare.
 
I soldi ci sono, come mai prima nella storia.
 
Le banche sono piene di denaro prestato dalla Banca Centrale Europea che, per combattere la crisi del credito, ha adottato una misura speciale che permette agli istituti di credito locali di ottenere i soldi dalla Banca Centrale Europea ad un costo del denaro molto conveniente.

Quindi le banche ottengono i soldi da Bruxelles a condizioni migliori rispetto al passato, ma continuano a stringere i cordoni della borsa, prestando denaro solo alle imprese più affidabili.

Perché le banche sono ancora disposte a prestare denaro agli imprenditori, ma solo a coloro che presentano le condizioni migliori secondo i loro standard?

Oggi c’è una minore propensione da parte delle banche ad assumersi rischi. 
 
La tendenza degli istituti di credito è quella di usare i soldi presi in prestito per rafforzare i propri bilanci ed aumentare la propria capitalizzazione, oppure a finanziare imprese a basso rischio.
 
Quindi c’è un modo per ottenere lo stesso il soldi che ti servono: basta risultare affidabile agli occhi della banca, secondo i suoi parametri.

 

“In che modo?”

 

Presentandoti con un biglietto da visita riconosciuto dal settore, che parli per te, qualcosa che ti renda credibile e degno di fiducia, secondo i modelli di attribuzione del rischio di credito adottati dal sistema bancario.

Ma come fare per essere qualificati come affidabili e meritevoli di accedere al credito?

Le condizioni per accedere al credito sono stabilite da ogni singolo istituto di credito entro dei parametri dettati dall’organismo nazionale che supervisiona tutte le banche, cioè la Banca d’Italia.
 
È qui che vengono dettati i criteri per essere definiti buoni pagatori oppure soggetti non finanziabili, cioè quei parametri sulla base dei quali gli istituti di credito hanno standardizzato le loro valutazioni, creando modelli matematici per classificare i clienti e attribuirgli il RATING.
 
Oggi la banca non considera tanto chi sei, quali sono le tue capacità imprenditoriali, le tue conoscenze di settore o i tuoi progetti aziendali… ma classifica la tua azienda assegnandole un punteggio standardizzato.

 

“Ma nello specifico, come fa?”

 

Esaminando l’azienda da tre diversi punti di vista: qualitativo, quantitativo ed andamentale.
 
Vediamo di tradurre queste aride definizioni in concetti pratici.
 
Dal punto di vista qualitativo la banca valuta la tua capacità di fare scelte strategiche coerenti con l’evoluzione del settore di mercato nel quale operi.
 
Quindi verifica se le tue decisioni imprenditoriali sono in linea con l’andamento del tuo mercato di riferimento e quindi con le dinamiche del tuo settore.
 
La misurazione quantitativa della tua azienda altro non è che l’analisi dei numeri che rappresentano l’andamento della tua gestione, quelli che si ricavano dai bilanci e dai documenti contabili, tanto per capirci.
 
In pratica la banca misura la capacità della tua impresa di generare flussi di cassa positivi, cioè di trasformare 1 euro di costo in almeno 1 euro e 1 centesimo di profitto.
 
Ma l’analisi che più di tutte determina il rating della tua azienda è quella andamentale, cioè quella che mette in luce il comportamento della tua azienda nei confronti dell’intero sistema bancario.
 
La somma di queste variabili, crea un giudizio di merito creditizio: IL RATING.
 
Più questo voto è alto, maggiore saranno le tue chance di ottenere il finanziamento.
 
Ma non solo.
 
Con un rating più alto puoi ottenere finanziamenti a condizioni migliori rispetto a quelle odierne e più soldi rispetto a quelli che oggi la banca è disposta a prestarti.
 
Il rating è l’elemento che determina quale tipo di finanziamento puoi ottenere, in quale quantità, a quali condizioni economiche e con quali garanzie.
 
Ogni banca ha il proprio algoritmo per l’attribuzione del rating.

Ma, in ogni formula di calcolo del rating, la componente più importante è quella andamentale, che viene alimentata dalle informazioni contenute nella Centrale Rischi di Banca d’Italia.

La Centrale Rischi è un’enorme banca dati in cui viene registrato l’andamento di ogni singola relazione con gli istituti di credito.
 
Ogni banca trasmette alla Banca d’Italia una serie di informazioni sui rapporti di credito intrattenuti con i clienti ed è per questo motivo che, ad esempio, se mandi insoluta la rata di un finanziamento blocchi ogni possibilità di essere finanziato non solo dalla tua banca ma anche da tutte le altre.
 
Hai aperto una linea di credito? Lo trovi registrato in Centrale Rischi.
 
Chiedi un finanziamento? Trovi anche questo registrato. 
 
Hai pagato in ritardo una rata del mutuo? Viene registrato in Centrale.
 
E tutte queste informazioni influenzano il tuo merito creditizio in maniera determinante.

Quanto incide l’analisi andamentale nei sistemi di attribuzione del rating secondo le istruzioni della Banca d’Italia?

Il sistema bancario classifica i propri clienti in due grandi macro-categorie: le grandi aziende e le PMI. 
 
Questa distinzione non è solo formale, ma determina le procedure applicabili nell’attribuzione del rating.
 
Lo schema che ti riporto qui sotto riassume l’importanza delle diverse tipologie di analisi utili a determinare il rating, secondo quanto i tecnici hanno ricavato dalle diverse circolari emesse dalla Banca d’Italia.
Quindi, se sei proprietario di una Big Company (ovvero fatturi più di 50 milioni di euro annui), il tuo comportamento creditizio influenza per il 40% il rating totale attribuito alla tua azienda.
 
Quindi puoi investire nel migliorare il tuo rating a partire dalla Centrale Rischi di Banca d’Italia, ma devi tenere in considerazione il miglioramento delle altre aree.
 
E se invece hai una micro, piccola o media impresa?

Se hai una PMI, questo è il singolo elemento responsabile dell’85% del tuo rating.

Secondo le regole attuali l’analisi andamentale incide del 85% sulla tua affidabilità.
 
Ciò significa che, a differenza di una grande azienda, non ha senso investire nelle altre due aree a meno che l’andamentale della tua Centrale Rischi non sia praticamente perfetto.
 
E in base all’esperienza maturata sugli oltre 1.800 report analizzati da me e dal mio staff negli ultimi anni, è difficile che la tua Centrale Rischi rispetti tutti i parametri.
 
Ma c’è una buona notizia.
 
Proprio perché il comportamento rilevato attraverso la Centrale Rischi incide quasi per il 90% sul calcolo del rating, lavorando a fondo su questo singolo aspetto è possibile migliorare la tua credibilità agli occhi delle banche.
 
Seguendo delle “semplici” regole di utilizzo dei tuoi conti correnti e delle tue linee di credito puoi migliorare 9 dei 10 punti che la banca ti attribuisce nel calcolo del tuo rating.
 
Non male vero?
 
Se ti stai domandando in che modo, tra poco te lo svelerò.
 
Prima lascia che ti dica una cosa.
 
Non troverai da nessun’altra parte le informazioni che ho inserito nel manuale che ho scritto per spiegarti come far finanziare la tua azienda.
 
Puoi recuperare tutte le circolari che la Banca d’Italia ha pubblicato negli anni e puoi leggere gli altri libri pubblicati sulla Centrale Rischi dalla prima all’ultima pagina.
 
Sono sicuro che non troverai le informazioni che ho racchiuso nel mio manuale, perché ho studiato a fondo sia le istruzioni fornite dalla Banca d’Italia che quelle trascritte in vario modo nei libri pubblicati sulla Centrale Rischi.
 
E non ho trovato nulla di utile per chi fa impresa.
 
Quei manuali sono stati scritti per i professionisti, sono pieni di dettagli tecnici e di utili letture di approfondimento, ma non contengono informazioni pratiche e soluzioni che ti guidano passo-passo a migliorare il tuo rating.
 
Sono pagine dedicate agli addetti ai lavori, nelle quali sono spiegate le regole di funzionamento del sistema informativo e le modalità di utilizzo di questi dati da parte delle banche.
 
Il problema è che non vengono spiegate le dinamiche alla base del funzionamento della Centrale Rischi utili per gli imprenditori come te.
 
“E tu come fai a sapere certe cose?”

Ecco come la carenza di informazioni mi ha portato a sviluppare un sistema in grado di craccare gli algoritmi di calcolo del rating bancario grazie alla Centrale Rischi, ottenendo condizioni di credito incredibili per me ed i miei clienti

La prima volta che mi misero davanti il report della Centrale Rischi di Banca d’Italia, restai impalato a fissare i numeri incolonnati, provando a capire quale significato potessero avere.
 
Ricordo ancora la sensazione di smarrimento provata di fronte a quelle stringhe apparentemente prive di significato.
 
Impiegai più di una settimana a decifrare le informazioni che servivano al mio dominus, dopo aver letto ed interpretato le Circolari della Banca d’Italia.
 
Avevo appena iniziato i miei anni di praticantato per diventare un commercialista, in uno studio professionale specializzato nella gestione dei fallimenti.
 
Oltre alle procedure concorsuali affidate dal tribunale, lo studio seguiva alcuni imprenditori e tra questi ce n’era uno che era in enorme difficoltà: la sua azienda era in crisi e stavamo cercando una soluzione per limitare i danni.
 
I miei capi mi chiesero di verificare lo stato delle garanzie che l’imprenditore aveva rilasciato alle banche, l’ammontare dei debiti che avrebbe dovuto ripagare personalmente.
 
Per farlo, dovevo analizzare il report della Centrale Rischi. 
 
Quello fu il periodo durante il quale ho iniziato a studiare le Circolari emanate dalla Banca d’Italia ed ogni informazione utile per comprendere la Centrale Rischi: da allora non ho più smesso.
 
Nel corso degli anni ho approfondito le mie conoscenze.
 
La Centrale Rischi è diventata la base per la gestione delle linee di credito delle aziende che ho seguito e grazie allo studio continuo, ma soprattutto grazie ai test effettuati sul campo, sia nella mia azienda che in quelle dei miei clienti, sono arrivato a sintetizzare le informazioni che ho inserito nel libro Fatti Finanziare Grazie alla Centrale Rischi.
 
Grazie all’ingegneria inversa, sono riuscito a

Decifrare il meccanismo che regola il sistema di attribuzione del rating bancario, ricavando i principi generali da seguire per tutte le aziende che vogliono avere un rapporto alla pari con le banche

Con la pratica e grazie allo studio delle disastrose condizioni creditizie delle mie aziende clienti, sono riuscito a comprendere i principi che stanno alla radice del sistema di concessione e revoca del credito.
 
Hai mai sentito parlare del procedimento di induzione di Aristotele?
 
In pratica questo metodo scientifico consiste nell’ottenere principi generali ed applicabili a tutte le condizioni, partendo da singoli casi, stabilendo quindi una legge universale, valida per tutti.
 
È esattamente lo stesso procedimento che ho adottato nello studio della Centrale Rischi e che mi ha permesso di ottenere i principi di base del funzionamento dei sistemi di attribuzione del rating.
 
Li ho utilizzato nella fase di espansione internazionale della mia azienda e con migliaia di aziende operanti in 79 settori differenti.
 
Ricordi il numero che hai visto all’inizio?
 
Era 1879+1.
 
1879 è il numero di aziende che ho assistito da quando ho iniziato a fare il mio lavoro 13 anni fa.
 
Ogni giorno, infatti, sfrutto le mie conoscenze sulla Centrale Rischi per agire con sicurezza nei rapporti tra i miei clienti e le banche, prevedendo le azioni che metteranno in atto e programmando interventi sulla liquidità aziendale, allo scopo di manipolare le decisioni degli istituti di credito a nostro favore.
 
Ma ho utilizzato queste regole anche per la mia impresa (ecco perché c’è il “+1”).
 
Ho fatto nascere e crescere la mia azienda solo grazie alle risorse generate internamente e gestite seguendo le istruzioni riportate in Aziende che si Finanziano da Sole.
 
Ma quando il modello di business è diventato sostenibile, quando i flussi di cassa sono diventati più che interessanti, ho utilizzato il denaro delle banche per accelerare la fase di crescita.
 
Ho messo in leva le risorse finanziarie ottenute dagli istituti di credito ed ho dato inizio alla Fase 2 del mio piano di espansione, quella che mi ha permesso di creare una realtà internazionale.
 
Ecco perché posso dire che

questo sistema è adatto a tutte le aziende.

Dopo anni di applicazione sul campo ed innumerevoli risultati positivi ottenuti, posso davvero confermarti che qualunque azienda segua le istruzioni contenute nel manuale, può ottenere credito a condizioni migliori dalle banche.
 
Ma non solo.
 
Anche le garanzie richieste dagli istituti di credito si riducono drasticamente.
 
In effetti, se ci pensi, per quale motivo la banca ti chiede le garanzie? 
 
Esatto, perché hai un rating basso e la banca non si fida abbastanza.
 
Agendo sul punteggio con il quale la banca ti giudica, in automatico diventi un soggetto più affidabile per la banca ed in questo modo le garanzie diventano quasi superflue. 
 
Non dovrai più mettere ipoteche sul capannone o sulla tua prima casa per avere un modesto finanziamento.
 
So che può sembrarti fantascienza, ma è proprio ciò che accade ai miei clienti ed è accaduto anche a me grazie al sistema che ho sintetizzato nel libro Fatti Finanziare Grazie alla Centrale Rischi.
 
Di che sistema sto parlando?

Del Sistema CEC per craccare il sistema di attribuzione del rating, controllare il tuo rapporto con le banche, evitare di cadere in errori fatali ed ottenere le linee di credito per far crescere la tua impresa

Le azioni da compiere per migliorare il tuo rating, farti corteggiare dalle banche, ottenere più finanziamenti e contrattare migliori condizioni di credito sono riassunte in 3 passi:

 

  1. ​Capire il tuo rapporto con la banca
  2. ​Evitare gli errori che peggiorano il tuo rating
  3. Comprendere le azioni che lo migliorano
Ed infine…ottenere l’accesso illimitato al credito bancario.

 

Puoi scoprire come farlo nel libro Fatti Finanziare Grazie alla Centrale Rischi

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