[CASO STUDIO] Le difficoltà finanziarie della tua PMI sono esplose all'improvviso? Scopri cosa fare​

Buona parte dei problemi di liquidità aziendale dipendono da cause interne all’azienda stessa, eppure tanti imprenditori, la maggior parte a dire il vero, attribuiscono all’andamento del mercato la responsabilità delle loro difficoltà finanziarie.

Quale sarà la verità?

Entrambe le affermazioni sono vere, nella maggior parte dei casi.

È quasi sempre un evento esterno che altera il delicato equilibrio instabile su cui le aziende meno solide fondano le proprie speranze di sopravvivenza.

Ma sono le caratteristiche del modello di business, quelle della struttura societaria e le modalità di finanziamento adottate che rendono l’azienda vulnerabile al cambiamento delle condizioni di mercato.

Perché gli imprenditori non fanno niente per rimediare?

Perché di solito non hanno gli strumenti per individuare cosa non funziona nella gestione finanziaria della loro impresa. 

Si accorgono del problema quando i soldi iniziano a scarseggiare e manca la liquidità per coprire tutte le uscite.

Non capendo quale sia l’origine del problema, l’attribuiscono all’evento esterno.

In fondo non hanno tutti i torti.

Sono più di 15 anni che sentono parlare di crisi economica e non hanno ottenuto niente o quasi dai governi che si sono alternati alla guida del Paese.

Basta dare un’occhiata a come sono andate le cose durante l’ultima, grave e profonda crisi causata dalla pandemia.

Le banche hanno drogato gli imprenditori facendo credere loro di essersi “rabbonite”, sospendendo le rate dei finanziamenti e concedendo nuovo credito.

Salvo poi ritornare ad essere quello che erano, ma con una garanzia in più per escutere i propri crediti.

La garanzia statale ha fatto da scudo per il default degli istituti di credito, ma ha reso più difficile per gli imprenditori la strada della ristrutturazione finanziaria.

Ancora percorribile, ma con un prezzo più alto da pagare.

Lo Stato ha sospeso la riscossione dei tributi, ma poi ha lanciato il suo braccio armato alla riscossa, intensificando i controlli tramite gli strumenti informatici e velocizzando le procedure esecutive.

I rincari delle utenze e delle materie prime spingono verso l’alto l’inflazione, di conseguenza i tassi di interesse e la riduzione di marginalità che ne consegue sta dando il colpo di grazia alle realtà sopravvissute alla prima fase della tempesta perfetta.

Uno scenario in cui riuscire ad andare avanti sembra un’impresa più divina che eroica.

Eppure sono convinto che, con una solida struttura finanziaria e un controllo meticoloso dei numeri aziendali, si possa ancora fare il miracolo.

Può succedere, e credimi succede molto più spesso di quanto immagini, che i problemi finanziari restino latenti per diverso tempo.

Che l’imprenditore se ne renda conto o meno, riesce a tenere la banca a galla, nonostante i margini di profitto si riducano, gli interessi bancari aumentino, nonostante tutto, insomma.

Sono quei casi in cui sembra esserci una bomba innescata sotto le fondamenta dell’impresa, pronta a esplodere al primo passo falso.

Beh, in queste situazioni, una crisi di mercato può davvero fare la differenza e mandare all’aria ogni sacrificio fatto per tenere in piedi l’attività, in un equilibrio da funamboli professionisti.

È stato il caso Andrea, titolare di un’azienda agricola, con una storia molto particolare, che abbiamo seguito fino a qualche mese fa.

La sua azienda non attraversava un periodo di crescita poderosa, ma in condizioni normali, se la crisi legata alla pandemia non gli avesse dato il colpo di grazia, avrebbe potuto ancora tirare a campare.

Quella che era una perdita economica strutturale per le casse della sua azienda è diventata una perdita finanziaria.

Bruciava decine di migliaia di euro all’anno ed era arrivato a un livello di indebitamento molto difficile da tenere sotto controllo.

La patata bollente gli è esplosa tra le mani e sulla testa dell’imprenditore hanno iniziato a pesare debiti per centinaia di migliaia di euro.

Gli aiuti statali che avrebbe dovuto ricevere?

Inesistenti.

Nessuna sospensione delle rate di finanziamento da parte delle banche e nessun aiuto dallo Stato.

In pratica ha dovuto rialzarsi con le sue sole forze, spremendo liquidità dall’interno, grazie al piano di interventi che abbiamo studiato per lui.

Puoi ascoltare tutta la sua storia e come siamo riusciti a risanare le finanze dell’azienda attraverso uno degli ultimi video che ho registrato per il canale YouTube.

Perché dovrebbe interessarti?

Perché le strategie che abbiamo applicato per Andrea potrebbero essere utili anche a te. 

 La maggior parte dei protocolli che abbiamo costruito per risanare le aziende indebitate e in forte difficoltà finanziaria sono replicabili in molti altri settori imprenditoriali, con i dovuti aggiustamenti s’intende.

E il discorso vale soprattutto per tutti quei casi in cui, come Andrea, i problemi esplodono all’improvviso.

Cosa scoprirai nel video?

  • quale strategia abbiamo applicato,
  • come abbiamo aiutato Andrea a risanare la struttura finanziaria dell’azienda, 
  • come siamo riusciti a impostare un sistema di pagamento regolare per dipendenti, fisco e fornitori
  • in che modo siamo riusciti a fargli recuperare liquidità, lavorando sull’incremento della marginalità,
  • come abbiamo chiuso a saldo e stralcio i debiti verso le banche,

e tanto altro ancora.

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